STORIE
Nello zaino libri e coltelli
Di Sara Spoletini Secondo i dati del Viminale nel 2024 le lesioni dolose, in cui rientrano anche gli accoltellamenti, sono aumentate del 5,8%. La diffusione delle armi bianche tra i giovani è sempre più diffuso, dovremmo interrogarci se i ragazzi le usano per noia, per rabbia o per uccidere. Le lame sono diventate il simbolo di una generazione, quella a cui la pandemia ha lasciato incertezze, insicurezze e isolamento. Le lame sono diventato il mezzo attraverso cui i ragazzi gridano il proprio disagio a stare al passo con una società che non li ascolta, quella società a cui fanno fatica a stare dietro, a comprenderne le regole, a trovare un posto in essa. L'allarme riguarda soprattutto il Centro Nord: nelle grandi città aumentano le lesioni causate da minori e si allunga l'elenco di violenze tra i banchi, recentemente i fatti accaduti a La Spezia
Dal processo Aemilia al libro “Colpevole di essere calabrese”: quando il contesto prende il posto delle prove
( Roma 15 gennaio 2026) Nel libro Colpevole di essere calabrese, Francesco Miraglia parte dal maxi processo Aemilia per denunciare una deriva silenziosa della giustizia italiana: il rischio che ori-gine, contesto e appartenenza diventino criteri di giudizio al posto dei fatti e delle pro-ve. Un’intervista che interroga il metodo, non le sentenze. L’intervista Perché ha sentito il bisogno di scrivere Colpevole di essere calabrese? Perché a un certo punto ho capito che in tribunale non bastava più difendere le perso-ne. bisognava difendere il metodo. Nel processo Aemilia ho visto qualcosa che mi ha profondamente inquietato: l’origine geografica, il cognome, il contesto familiare smettevano di essere elementi neutrali e iniziavano a pesare come fattori interpretativi. Quando succede questo, la giustizia rischia di non giudicare più i fatti, ma le identità. Sta sostenendo che in Italia si venga condannati perché si è calabresi? No, e sarebbe una
Capodanno a Crans Montana
Di Sara Spoletini C’erano una volta dei giovani che aspettavano Capodanno, aspettavano l’arrivo del 2026 in un modo elegante, in un ristorante svizzero, conosciuto, alla moda; c’erano dei giovani pieni di sogni, speranze, nessuno avrebbe mai detto che non avrebbero avuto futuro e che quel 2026 non l’avrebbero mai vissuto, che sarebbero passati alla storia come vittime della una strage di Crans-Montana (Svizzera) Il bilancio è pesante: 40 morti, 121 feriti, ancora si cercano dei dispersi. Le domande che sorgono sono tante anche se nessuno può tornare indietro e modificare il corso triste degli eventi. La Svizzera è percepita a livello globale come un paese estremamente affidabile, grazie alla sua stabilità politica ed economica, all'alta qualità della vita, alla sicurezza, alla neutralità storica e alla forte valuta (il franco svizzero), fattori che la rendono leader in classifiche internazionali di "miglior paese" per qualità della
EDITORIALI
Stereotipi e Società
di Sara Spoletini (Sociologa) La parola stereotipo ultimamente è molto utilizzata, sinonimo spesso di immagine o etichetta da associare a qualcosa che per cultura. Immaginario collettivo, usanza deve essere fatta o debba avere determinate caratteristiche. E’ quasi un contenitore, dentro il contenitori con il marchio dello stereotipo X le persone X devono avere determinate caratteristiche, riconoscibili e associabili ad un gruppo. Il solo fatto di poter esser essere associati ad
ATTUALITÀ
Nello zaino libri e coltelli
Di Sara Spoletini Secondo i dati del Viminale nel 2024 le lesioni dolose, in cui rientrano anche gli accoltellamenti, sono aumentate del 5,8%. La diffusione delle armi bianche tra i giovani è sempre più diffuso, dovremmo interrogarci se i ragazzi le usano per noia, per rabbia o per uccidere. Le lame sono diventate il simbolo di una generazione, quella a cui la pandemia ha lasciato incertezze, insicurezze e isolamento. Le lame sono diventato il mezzo attraverso cui i ragazzi gridano il proprio disagio a stare al passo con una società che non li ascolta, quella società a cui fanno fatica a stare dietro, a comprenderne le regole, a trovare un posto in essa. L'allarme riguarda soprattutto il Centro Nord: nelle grandi città aumentano le lesioni causate da minori e si allunga l'elenco di violenze tra i banchi, recentemente i fatti accaduti a La Spezia
Capodanno a Crans Montana
Di Sara Spoletini C’erano una volta dei giovani che aspettavano Capodanno, aspettavano l’arrivo del 2026 in un modo elegante, in un ristorante svizzero, conosciuto, alla moda; c’erano dei giovani pieni di sogni, speranze, nessuno avrebbe mai detto che non avrebbero avuto futuro e che quel 2026 non l’avrebbero mai vissuto, che sarebbero passati alla storia come vittime della una strage di Crans-Montana (Svizzera) Il bilancio è pesante: 40 morti, 121 feriti, ancora si cercano dei dispersi. Le domande che sorgono sono tante anche se nessuno può tornare indietro e modificare il corso triste degli eventi. La Svizzera è percepita a livello globale come un paese estremamente affidabile, grazie alla sua stabilità politica ed economica, all'alta qualità della vita, alla sicurezza, alla neutralità storica e alla forte valuta (il franco svizzero), fattori che la rendono leader in classifiche internazionali di "miglior paese" per qualità della
Giornata contro la violenza di genere, arieccoci
Di Sara Speletini( sociologa) ( 25 novembre ?Di violenza di genere si parla tutto l’anno perché di casi ne accadono tanti, troppi e sempre più frequentemente, questa settimana si celebra la giornata mondiale contro la violenza di genere e allora forse il messaggio deve essere più forte, più chiaro o quantomeno diverso. Non vogliamo celebrare soltanto chi non ce l’ha fatta ad uscire da una relazione malsana ma il mio appello vuole essere a tutte le donne di oggi e alle bambine che domani saranno donne. Tutte le vittime di violenza forse se tornassero indietro farebbero scelte diverse, assumerebbero comportamenti diversi e cercherebbero la sicurezza dentro sé stesse. Forse uno dei problemi delle donne in generale è cercare sempre l’approvazione o la sicurezza all’esterno, forse la cultura che ha fatto crescere tante donne in attesa del principe azzurro che salva e migliora