STORIE

Porterò nella politica l'esperienza maturata nella difesa dei cittadini, delle famiglie e dei minori» Adesso Italia comunica ufficialmente la nomina dell'Avv. Francesco Miraglia quale Vicepresidente Nazionale del movimento, incarico conferito in data 22 giugno 2026 nell'ambito del percorso di rafforzamento della struttura nazionale del partito in vista delle future sfide politiche e istituzionali. La nomina rappresenta il riconoscimento di un percorso professionale, umano e civile sviluppato nel corso di oltre trent'anni di attività al servizio dei cittadini, delle famiglie, dei minori e delle persone più fragili. Avvocato cassazionista, giornalista pubblicista, criminologo, docente e autore, Francesco Miraglia ha dedicato gran parte della propria attività professionale alla tutela dei diritti fondamentali della persona, alla difesa dell'infanzia, al sostegno delle famiglie e alla protezione delle vittime di violenza e di ogni forma di emarginazione sociale. Il Segretario Nazionale di Adesso Italia, nel comunicare la

Drammatico caso in provincia di Macerata svela i paradossi del sistema di tutela dei minori. Avvocato Miraglia: «Ragazzi tranquilli tolti alle famiglie, quelli complicati lasciati allo sbando» MACERATA (9 giugno 2026). La rete di protezione istituzionale attorno ai minori mostra le ennesime crepe in provincia di Macerata, dove la vicenda di una quattordicenne in stato di grave vulnerabilità sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza. Attraverso un'istanza urgente presentata al Tribunale per i Minorenni di Ancona, l’avvocato Francesco Miraglia, legale della famiglia della ragazza, ha sollevato pesanti accuse nei confronti dei Servizi sociali, delle forze dell'ordine e delle strutture sanitarie, denunciando una situazione di totale inerzia e omissione davanti a un pericolo concreto, attuale e in rapido aggravamento. E chiede con assoluta fermezza che venga data immediata e concreta attuazione al provvedimento già emesso dallo stesso Tribunale,

Sua Sede BERGAMO (2 giugno 2026). Una grave patologia genetica inizialmente scambiata per maltrattamento, il silenzio delle istituzioni e il timore che un affido temporaneo possa trasformarsi, nei fatti, in una forma di adozione mascherata. È la denuncia dei genitori di due bambini bergamaschi di cinque e quattro anni, allontanati da casa da quasi cinque anni su provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Brescia. Una vicenda complessa che ora approda sul tavolo del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lombardia, mentre la famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Miraglia, denuncia uno stallo istituzionale ritenuto inspiegabile e potenzialmente dannoso per l’equilibrio affettivo e psicologico dei minori. Tutto ha inizio quasi cinque anni fa con il ricovero del figlio più piccolo, allora di appena un mese e dodici giorni, giunto al pronto soccorso con crisi convulsive ed ematomi. Il primo sospetto dei medici si

EDITORIALI

di Sara Spoletini (Sociologa) La parola stereotipo ultimamente è molto utilizzata, sinonimo spesso di immagine o etichetta da associare a qualcosa che per cultura. Immaginario collettivo, usanza deve essere fatta o debba avere determinate caratteristiche. E’ quasi un contenitore, dentro il contenitori con il marchio dello stereotipo X le persone X devono avere determinate caratteristiche, riconoscibili e associabili ad un gruppo. Il solo fatto di poter esser essere associati ad

ATTUALITÀ

Porterò nella politica l'esperienza maturata nella difesa dei cittadini, delle famiglie e dei minori» Adesso Italia comunica ufficialmente la nomina dell'Avv. Francesco Miraglia quale Vicepresidente Nazionale del movimento, incarico conferito in data 22 giugno 2026 nell'ambito del percorso di rafforzamento della struttura nazionale del partito in vista delle future sfide politiche e istituzionali. La nomina rappresenta il riconoscimento di un percorso professionale, umano e civile sviluppato nel corso di oltre trent'anni di attività al servizio dei cittadini, delle famiglie, dei minori e delle persone più fragili. Avvocato cassazionista, giornalista pubblicista, criminologo, docente e autore, Francesco Miraglia ha dedicato gran parte della propria attività professionale alla tutela dei diritti fondamentali della persona, alla difesa dell'infanzia, al sostegno delle famiglie e alla protezione delle vittime di violenza e di ogni forma di emarginazione sociale. Il Segretario Nazionale di Adesso Italia, nel comunicare la

Drammatico caso in provincia di Macerata svela i paradossi del sistema di tutela dei minori. Avvocato Miraglia: «Ragazzi tranquilli tolti alle famiglie, quelli complicati lasciati allo sbando» MACERATA (9 giugno 2026). La rete di protezione istituzionale attorno ai minori mostra le ennesime crepe in provincia di Macerata, dove la vicenda di una quattordicenne in stato di grave vulnerabilità sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza. Attraverso un'istanza urgente presentata al Tribunale per i Minorenni di Ancona, l’avvocato Francesco Miraglia, legale della famiglia della ragazza, ha sollevato pesanti accuse nei confronti dei Servizi sociali, delle forze dell'ordine e delle strutture sanitarie, denunciando una situazione di totale inerzia e omissione davanti a un pericolo concreto, attuale e in rapido aggravamento. E chiede con assoluta fermezza che venga data immediata e concreta attuazione al provvedimento già emesso dallo stesso Tribunale,

Trieste 15 aprile 2026– Una storia complessa, segnata da anni di interventi istituzionali, decisioni discutibili e passaggi critici, che si chiude con una svolta netta: il Tribunale per i Minorenni di Trieste ha disposto la reintegrazione piena della responsabilità genitoriale in capo ai genitori e il definitivo rientro del minore nel proprio contesto familiare. Il procedimento prende avvio nel 2021, a seguito di una segnalazione che evidenziava fragilità nel nucleo familiare, con difficoltà relazionali e criticità personali che portano all’attivazione del si-stema di tutela. L’intervento segue il percorso tipico della giustizia minorile: presa in carico, mo-nitoraggio e progressiva intensificazione delle misure, fino alla decisione più invasiva, ovvero il collocamento del minore in una comunità educativa. È in questa fase che la vicenda assume contorni problematici. Secondo quanto emerge dagli atti difensivi e dalla ricostruzione documentale, il collocamento in struttura non viene accompagnato da