STORIE

(Mestre 26 agosto 2026) Da mesi il rapporto con la madre è fortemente limitato. La difesa de-nuncia l’assenza, per un lungo periodo, di un calendario effettivo degli incontri e chiede che le condotte dei due genitori siano valutate con lo stesso metro. L’avvocato Francesco Miraglia: «Il tempo della giustizia non può consumare l’infanzia di una bambina». La deputata Stefania Asca-ri presenterà un’interpellanza parlamentare al Ministro della Giustizia. Una bambina che manifesta il desiderio di poter riabbracciare la propria madre. Una relazione familiare oggi fortemente limitata e affidata prevalentemente a videochiamate protette. E una vicenda giudiziaria iniziata anni fa che, da Venezia, è destinata ora ad arrivare anche in Parla-mento. Il caso riguarda una minore che per gran parte della propria vita ha vissuto prevalentemente con la madre a Mestre. Ancora nel luglio 2023 il Tribunale di Venezia aveva disposto l’affidamento condiviso

(Abano Terme 5 agosto) L'intervista della settimana con l'Avv. Francesco Miraglia L'esperienza maturata nelle aule di giustizia diventa proposta politica. Ogni settimana un confronto sui temi che riguardano famiglie, minori, giustizia e diritti. Non basta denunciare ciò che non funziona. È arrivato il momento di cambiare le regole» L'Avv. Francesco Miraglia, Vice Presidente Nazionale di Adesso Italia, presenta la proposta di legge per la riforma dei servizi sociali. D. Avvocato Miraglia, negli ultimi mesi il suo nome è stato associato ad alcune delle più importanti vicende nazionali in materia di giustizia minorile, tra cui il caso di Torino. Oggi, però, lei compie un passo ulteriore: dalla denuncia alla proposta politica. Perché? R. Prima di tutto desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Segretario Nazionale di Adesso Italia, Maurizio Esposito, che ha creduto fin dal primo momento in questo progetto politico, comprendendone la portata e sostenendolo con

Ogni anno migliaia di famiglie entrano in contatto con il sistema dei servizi sociali. Molte trovano operatori preparati e professionali che svolgono il proprio lavoro con dedizione. Altre, invece, raccontano esperienze profondamente diverse: c'è chi attende mesi per ottenere una risposta, chi incontra difficoltà nell'accesso agli atti che lo riguardano, chi fatica a comprendere le motivazioni di una relazione trasmessa all'autorità giudiziaria e chi chiede regole più chiare e maggiori garanzie procedimentali. Anche molti operatori chiedono strumenti più efficaci, procedure meglio definite e un quadro normativo che valorizzi il loro lavoro e rafforzi la fiducia dei cittadini. È da queste esigenze che nasce la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Adesso Italia, che sarà depositata il prossimo 28 settembre in Corte di Cassazione. Una riforma concreta che punta a rendere i servizi sociali più trasparenti, più responsabili e

EDITORIALI

di Sara Spoletini (Sociologa) La parola stereotipo ultimamente è molto utilizzata, sinonimo spesso di immagine o etichetta da associare a qualcosa che per cultura. Immaginario collettivo, usanza deve essere fatta o debba avere determinate caratteristiche. E’ quasi un contenitore, dentro il contenitori con il marchio dello stereotipo X le persone X devono avere determinate caratteristiche, riconoscibili e associabili ad un gruppo. Il solo fatto di poter esser essere associati ad

ATTUALITÀ

(Mestre 26 agosto 2026) Da mesi il rapporto con la madre è fortemente limitato. La difesa de-nuncia l’assenza, per un lungo periodo, di un calendario effettivo degli incontri e chiede che le condotte dei due genitori siano valutate con lo stesso metro. L’avvocato Francesco Miraglia: «Il tempo della giustizia non può consumare l’infanzia di una bambina». La deputata Stefania Asca-ri presenterà un’interpellanza parlamentare al Ministro della Giustizia. Una bambina che manifesta il desiderio di poter riabbracciare la propria madre. Una relazione familiare oggi fortemente limitata e affidata prevalentemente a videochiamate protette. E una vicenda giudiziaria iniziata anni fa che, da Venezia, è destinata ora ad arrivare anche in Parla-mento. Il caso riguarda una minore che per gran parte della propria vita ha vissuto prevalentemente con la madre a Mestre. Ancora nel luglio 2023 il Tribunale di Venezia aveva disposto l’affidamento condiviso

Ogni anno migliaia di famiglie entrano in contatto con il sistema dei servizi sociali. Molte trovano operatori preparati e professionali che svolgono il proprio lavoro con dedizione. Altre, invece, raccontano esperienze profondamente diverse: c'è chi attende mesi per ottenere una risposta, chi incontra difficoltà nell'accesso agli atti che lo riguardano, chi fatica a comprendere le motivazioni di una relazione trasmessa all'autorità giudiziaria e chi chiede regole più chiare e maggiori garanzie procedimentali. Anche molti operatori chiedono strumenti più efficaci, procedure meglio definite e un quadro normativo che valorizzi il loro lavoro e rafforzi la fiducia dei cittadini. È da queste esigenze che nasce la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Adesso Italia, che sarà depositata il prossimo 28 settembre in Corte di Cassazione. Una riforma concreta che punta a rendere i servizi sociali più trasparenti, più responsabili e

Giustizia minorile a Torino sotto accusa: «Il giudice ha ignorato gli atti, la CTU diventa una senten-za. Nordio invii gli ispettori» L'Avv. Francesco Miraglia denuncia gravi anomalie processuali nel Tribunale di Torino: contestato il mancato esame di atti tempestivamente depositati, sollevati dubbi sulla terzietà della consulenza tecnica e chiesto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio l'invio degli ispettori ministeriali. «Questa vicenda potrebbe rappresentare la punta dell'iceberg di un sistema che merita di essere verificato fi-no in fondo». TORINO – Può un giudice assumere un provvedimento destinato a incidere sulla vita di una bam-bina senza esaminare atti che, secondo la difesa, erano stati regolarmente depositati? Può una con-sulenza tecnica determinare il destino di una famiglia quando sulla sua indipendenza vengono solle-vati dubbi circostanziati? E soprattutto: chi controlla il corretto funzionamento di un sistema nel qua-le, con particolare frequenza, vengono nominati gli stessi consulenti